Addio ad Aretha Franklin, la regina del Soul

Dunque Dio non ha salvato la Regina. Forse perché non ne ha capito la grandezza. O forse proprio perché l'ha capita, e ha voluto, alla fine, che cantasse solo per lui. 

Aretha Franklin è stata molto più che una grande voce. È stata una icona, un simbolo, un nome e un volto in cui si poteva identificare un mondo. Ha dato parola, identità, dignità, ad un popolo ed in particolare alla donna Nera, rivendicandone il Rispetto: "Respect". Si è tentato in tutti i modi di averla a U
mbria Jazz. Tutto vano: lei non volava. Da solida, saggia donna del Sud, non staccava i piedi da terra. Alitalia, che era nostro sponsor, si rese disponibile perfino a farla viaggiare nella cabina di pilotaggio, ospite del comandante e dell'equipaggio. Pare che anche chi ha paura di volare così si senta rassicurato. Purtroppo, nulla da fare. 

Peccato. Anche perché non ci sarà un'altra Aretha Franklin. Ora è il momento dell'omaggio a una voce eterna, al simbolo di un'epoca e di un intero popolo.