GLI ARTISTI DI UMBRIA JAZZ SPRING #2

I CLUBS

DENA DE ROSE QUARTETTO

Dena De Rose si iscrive nella gloriosa tradizione delle pianiste/cantanti che hanno avuto un ruolo importante nella storia del jazz, da Shirley Horn, Carmen McRae e Betty Carter fino a Diana Krall. Coniuga misura e buon gusto con la versatilità, ed è l’ideale performer nella dimensione del jazz club. Musicalmente è nata come pianista, e si è scoperta cantante dopo che una brutta malattia alla mano destra le aveva impedito di suonare il piano. In seguito però ha recuperato l’uso della mano ma non ha rinunciato a cantare. Semplicemente, ha unito i due talenti. Nella sua brillante carriera ha collaborato con luminari della scena del jazz newyorkese come Ray Brown, Benny Golson, Billy Hart, Clark Terry, Mark Murphy. Sei volte il Downbeat's Critic's Poll la ha nominata "Artist Deserving Wider Recognition", e All About Jazz l’ha eletta "Jazz Artist of the Year" nel 2003. 

Il suo quartetto di scena a Terni comprende due bravissimi musicisti italiani (Piero Odorici al sassofono e Paolo Benedettini al contrabbasso) ed il newyorkese Anthony Pinciotti alla batteria. 

FLAVIO BOLTRO BBB TRIO

Nel trio BBB Flavio Boltro, uno dei più stimati trombettisti a livello europeo, riesce a compiere una sintesi virtuosa di atmosfere evocative e ritmi incalzanti, elettronica e swing, improvvisazione e groove. La formula scelta da Boltro, con Mauro Battisti al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria, non prevede strumenti armonici come pianoforte o chitarra. Una formula difficile ma che permette maggiore libertà espressiva ed una più intensa interazione tra tromba e sezione ritmica per creare quello che Bosso definisce un “sound circolare”, di tipo contrappuntistico, in grado di mettere in evidenza tutta la forza dell’interplay. Il sound del trio, essenzialmente acustico, si arricchisce di colori psichedelici grazie all’uso moderato di effetti elettronici applicati alla tromba. Influenze afro, rock, folk, lo sguardo al jazz elettrico, ritmi urbani e dimensione cameristica, arricchiscono una musica che anche in questa varietà di riferimenti evidenzia la sua forte matrice contemporanea. BBB ha appena pubblicato Spinning, disco che ne documenta le peculiarità e l’identità artistica. 

MODALITÀ TRIO 

Nella “modalità trio” si esibiscono Nico Gori, Massimo Moriconi ed Ellade Bandini. Difficile, se si pensa al clarinetto, che il primo nome che viene in mente non sia quello di Nico Gori. Il musicista fiorentino si è espresso ai massimi livelli nelle situazioni musicali più varie - big bands, orchestre sinfoniche e jazz band - sia come leader che come richiestissimo side-man, spaziando dalla musica classica al jazz, dal funky all’acid jazz. Si è esibito in teatri, club, festival, trasmissioni radio e televisive in tutto il mondo. Ha collaborato e collabora con musicisti come Tom Harrell, Lee Konitz, Enrico Rava, Stefano Bollani. 

Nel suo primo album da leader “Groovin’ High” (2003) erano con lui Ellade Bandini e Massimo Moriconi che si ritrovano adesso nel trio che suona a Terni. Sono entrambi, Moriconi e Bandini, musicisti esperti, di lungo corso, che hanno attraversato per decenni le cronache del jazz e della canzone d’autore. Bandini è stato collaboratore storico di Guccini, Vecchioni, Mina, Edoardo Bennato, Fabrizio de Andre’. Moriconi è un maestro del contrabbasso che il pubblico di Umbria Jazz conosce molto bene per averlo visto in moltissime edizioni in duo con Renato Sellani, ma si deve ricordare almeno il suo lungo sodalizio artistico con Mina. 

DUET 

Qui Moriconi si esibisce con la cantante Emilia Zamuner, proclamata miglior giovane talento al Premio Vita Vita e vincitrice del concorso intitolato a Massimo Urbani. Più che una promessa, dunque, che così spiega il suo rapporto con il canto jazz: “esprime in maniera completa il mio modo di essere”. La formula del duo voce-contrabbasso non è molto comune e promette atmosfere sonore intriganti. 

 
AMEDEO ARIANO TRIO

Amedeo Ariano è uno dei più stimati batteristi jazz  italiani, ma svolge anche una intensa attività come bandleader e creatore di progetti originali. 
Come jazzman ha collaborato con una miriade di solisti di primissimo piano, tra i quali George Coleman, Johnny Griffin e Benny Golson. È noto anche per i suoi  lavori per il cinema e la televisione e per aver suonato  con nomi eccellenti della canzone d’autore (per esempio, Lucio Dalla e Sergio Cammariere) e con Renzo Arbore. 
Il trio che suona a Terni comprende Walter Ricci, pianoforte e voce, e Dario Rosciglione, contrabbasso.
Ricci, figlio d’arte e ragazzo prodigio, ha vinto il premio Massimo Urbani, ha collaborato con Mario Biondi, Stefano Di Battista e Daniele Scannapieco, si è esibito in locali prestigiosi come il club del Lincoln Center. Recentemente è stato ascoltato spesso con Fabrizio Bosso. Una bella voce da crooner perfettamente a suo agio in equilibrio tra swing e pop.  
Rosciglione è uno dei nomi storici del jazz italiano. Ma lo si ascolta anche nelle più belle soundtrack del cinema e nell’orchestra della Rai. Dagli anni 70 in avanti ha suonato con grandi jazzmen come Benny Golson,Kenny Barron, Mulgrew Miller, Joe Pass, Lee Konitz, Art Farmer, Steve Grossman, George Coleman, Louis Hayes, Tony Scott. Un maestro. 
In più, ospite del trio, ci sono uno dei migliori solisti italiani, il sassofonista tenore Daniele Scannapieco, e la cantante Francesca Tandoi. 



"TRIPLETS"

“Triplets”, trio di recente formazione, ha appena terminato la registrazione del suo primo disco per l'etichetta giapponese Albore Jazz.
Il trio propone temi originali, standards riletti in una nuova veste e brani cantati  partendo dalla tradizione per arrivare alla modernità. Su tutto aleggia uno spirito divertente, accattivante swing e voglia di trasmettere emozioni. 
Amedeo Ariano, batterista e bandleader salernitano, è molto attivo sulla scena nazionale. La lista dei grandi solisti con cui ha suonato nel corso della sua carriera  è lunghissima (tra gli altri, George Coleman, Johnny Griffin e Benny Golson) come pure quella dei suoi  lavori per cinema e televisione. Ha collaborato anche con Renzo Arbore, Lucio Dalla e Sergio Cammariere. 
Con Ariano completano il trio l’esperto Luca Bulgarelli al contrabbasso e Francesca Tandoi al pianoforte  e voce.
Il risultato è una band coinvolgente e frizzante che unisce l’esperienza di Ariano e Bulgarelli, che suonano insieme da oltre vent’anni, al giovane talento della Tandoi, pianista e vocalista romana, ma olandese di adozione.  La Tandoi, una fan di Oscar Peterson e dei grandi virtuosi del pianoforte swing, nel  2009 si è trasferita in Olanda dove si è formata in prestigiose  istituzioni accademiche ed ha riscosso i primi successi. 
Valori individuali a parte, è  l’ intesa tra i tre musicisti una delle caratteristiche predominanti di Triplets. 
Ospite speciale del trio è Daniele Scannapieco, sassofonista tenore, uno dei migliori solisti a livello europeo.  

ANGELA MOSLEY & THE BLU ELEMENTS 

Angela M. Mosley è nata nel South Side di Chicago da una famiglia originaria del Mississippi. Figlia d’arte (il padre cantava nei cori gospel) ha avuto prestissimo le sue prime esperienze da performer. Certo, il clima musicale della Windy City (e del South Side  in particolare) ha favorito la sua crescita, considerando che Chicago è una delle capitali del blues, del jazz e del soul. Della Black Music, insomma, e dei suoi numerosi intrecci. Tutto materiale che Angela padroneggia. 
La Mosley possiede infatti una potente ed espressiva voce soul perfettamente a suo agio nel repertorio dei diversi filoni della musica Nera, sia tradizionale che moderna.  
A Terni l’ artista di Chicago si esibisce con i  Blu Elements, band con cui collabora abitualmente e che ha accompagnato con grande proprietà di “linguaggio” altri vocalisti e musicisti americani di passaggio in Italia. L’anno scorso Angela Mosley & The Blue Elements hanno pubblicato alcune registrazioni dal vivo, “Blues Made in Italy” 

 

STREET PARADES

FUNK OFF

Inutile presentare i Funk Off a chi frequenta Umbria Jazz. La street band toscana è diventata popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente. 

E' così che i Funk Off sono diventati, da quando Umbria Jazz li ha presentati la prima volta, nel 2003, i beniamini del pubblico. Pensate a una musica, scritta e diretta da dario Cecchini, fondatore e leader,  in cui si affacciano echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo George Clinton. Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia che a Orvieto e Terni, diventando un’ attrazione fissa del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’ estero, da Melbourne a New York fino in Cina. 

Il motivo di tanta popolarità è molto semplice: il gruppo è divertente e suona bene, ed il suo senso dello spettacolo, non meno delle innovazioni musicali, riesce a rivitalizzare un genere secolare come la marchin' band che fa parte degli albori del jazz. 

 

SANTUARIO DI SAN FRANCESCO

“GOSPEL AT ITS BEST”

VIRGINIA STATE GOSPEL CHOIR

È il coro che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King. Il coro fu fondato nel 1971 da Jackie Ruffin, ed il suo primo direttore fu Larry Bland. Nel 1977 uscì il primo disco, seguito dal secondo l’anno successivo. Già nei primi anni di attività il Virginia State Gospel Choir ha vinto moltissimi premi, prima che ne assumesse la guida, nei 90, James Holden, jr. Con lui il coro ha vinto il primo premio all’ Annual National Black Music Caucus Gospel Choir Competition. 

 

CAOS

LICAONES

Formazione d’area friulana

ricca di verve ed ironia, i Licaones tornano alla ribalta a più di dieci anni dal loro disco “Licca-Lecca”, premiato dal pubblico con oltre 10.000 copie vendute. Il quartetto propone live il proprio progetto in stile acid jazz, in funambolico equilibrio tra blues, funky, atmosfere classicamente hammond, echi latini e soprattutto improvvisazione jazz. 

Ai fiati, Francesco Bearzatti (sassofoni) e Mauro Ottolini (trombone), entrambi affermati protagonisti della recente scena del jazz italiano ed internazionale. I due sono creativi sperimentatori, compositori ed arrangiatori di grande estro ed abili galvanizzatori di platee. Nel quartetto trovano un’ ideale quadratura con l’organista Oscar Marchioni ed il batterista Paolo Mappa. 

Quel che conta nel progetto è soprattutto la vivacità che libera le più originali espressioni dei membri del gruppo, il tutto portato in scena tra divertissement, ritmi ballabili e di gran traino ma anche trovate tecniche mai superficiali. 

THE NEW ORLEANS MYSTICS

The New Orleans Mystics si definiscono un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici r&b, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni 40 ad oggi. Sostenuti dalla loro band di accompagnamento riescono a mettere il proprio marchio su ogni canzone e renderla personale. L'intrattenimento è la principale vocazione dei Mystics, assieme alla duttilità ed al mestiere che permette loro di padroneggiare ogni tipo di spettacolo. 

Formata negli anni settanta da due fratelli e altri amici la band si impose nei vari talent show scolastici e diventò ben presto popolare cantando le hits dei Temptations, Dramatics, Chi-Lites e degli altri artisti che allora andavano per la maggiore. 

Negli anni ha cambiato più volte formazione ma è rimasta sempre fedele alla identità musicale con cui debuttò 40 anni fa. 

ANAT COHEN TENTET

Strumento principe dei “re dello swing” (Benny Goodman, Woody Herman) ed ancora prima ineludibile coprotagonista delle polifonie dixieland, il clarinetto è stato un po’ trascurato nel jazz contemporaneo. Tra i clarinettisti moderni Anat Cohen, israeliana naturalizzata statunitense, gode di grandissima considerazione. Fraseggio fluido, suono splendido, grandissima cultura musicale (è anche una specialista della musica. brasiliana), intonazione perfetta, tecnica da virtuosa, sono le maggiori doti della Cohen. Che, bisogna aggiungere, è anche sassofonista, compositrice di talento e bandleader Per comprendere il suo ruolo nella scena del clarinetto jazz basta dire che la Jazz Journalists Association l’ha votata per nove volte clarinettista dell’anno e che è in testa alle classifiche del DownBeat, come clarinettista, dal 2011. 

A Terni la Cohen arriva con il suo più recente progetto, il tentetto newyorkese che ha prodotto da poco “Happy Song”, un disco che spazia tra le diverse anime musicali della clarinettista. 

ROOSEVELT COLLIER QUARTET

Il Jimi Hendrix della pedal steel guitar, e scusate se è poco. Così viene definito Roosevelt Collier, che con questo incredibile strumento, complesso, difficile da padroneggiare e con un suono affascinante, produce un mix incandescente di blues, rock e funky. Musicalmente, Collier è cresciuto negli ambienti del gospel, nella House of God Church a Perrine, in Florida. Li’ ha fatto parte con altri parenti dei Lee Boys, una band molto nota e apprezzata soprattutto per le esibizioni live. Ha suonato con leggende del rock e del blues come Allman Brothers, Los Lobos, Buddy Guy ed è membro di Bokante’, supergruppo di world music nato da una costola degli Snarky Puppy. Proprio il leader di Snarky Puppy e Bokante’, Michael League, ha prodotto il suo disco di esordio, intitolato Exit 16, che Collier considera molto autobiografico: “parla di me - dice - di chi sono, da dove provengo”. Un artista innovativo, ma fortemente radicato nella tradizione popolare americana. 

QUINTORIGO 

I Quintorigo sono una delle band più originali affacciatesi sulla scena della musica italiana negli ultimi venti anni. Lo sono per la formazione (tre archi ed un sax) e lo sono soprattutto per saper sgusciare tra le strettoie dei generi codificati per approdare ad una musica libera e di difficile definizione. Qualunque sia stato il palcoscenico - Festival di Sanremo, Premio Tenco o concerto del Primo Maggio - era evidente a tutti che la band romagnola fosse qualcosa di diverso da tutto il resto. I binari su cui si muovono i Quintorigo, per loro stessa ammissione, sono tre: “eclettismo, contaminazione, sperimentazione”. Una identità artistica che i Quintorigo hanno tradotto in progetti molto interessanti, come quelli dedicati di volta in volta a Charles Mingus, Jimi Hendrix (con Eric Mingus), Frank Zappa (con Roberto Gatto). Tre scelte non casuali. Tre progetti, tra l’altro, che hanno trovato posto nei cartelloni di varie edizioni di Umbria Jazz, a Perugia o Orvieto. 

THORNETTA DAVIS

Da Detroit arriva Thornetta Davis, che della Motor City è considerata l’ indiscussa regina del blues, vincitrice di una trentina di Detroit Music Awards nelle categorie blues e rhythm ‘n’ blues. 

L’area metropolitana di Detroit è una delle capitali americane del blues e del r&b. I suoi teatri e club hanno ospitato le più grandi interpreti di questa musica, da Ma Raney a Bessie Smith; qui si era stabilito negli anni 40 John Lee Hooker; a Detroit nacquero la Motown Records ed il genere soul che da quella etichetta fu lanciato.

La Davis è erede di tutto questo patrimonio e nello stesso tempo, anche come songwriter, contribuisce a rivitalizzarlo. Nel corso della sua carriera ha aperto per gli show di Bonnie Raitt, Gladys Knight, Etta James, ed ha cantato con Kid Rock e Bob Seger. Una sua canzone è stata inclusa nella soundtrack della serie The Sopranos.